BIASI ALBERTO (n. 1937) - TRAMA.
BIASI ALBERTO (n. 1937) TRAMA. 1960. Sovrapposizione di carte traforate o perforate montate su telai di legno. Cm 36,00 x 50,50 x 3,80. firma
sul retro: firma e data
L’opera è registrata presso l’Archivio Alberto Biasi con il n. CO 46
BIBLIOGRAFIA
Alberto Biasi. Rilievi ottico-dinamici, Galleria Dep Art, Milano, in collaborazione con Archivio Alberto Biasi, testi di Alberto Zanchetta, p.94, n.16, ill.
Le Trame costituiscono uno dei nuclei fondativi della ricerca di Alberto Biasi e segnano, tra il 1959 e il 1960, l’avvio della sua indagine sui fenomeni della percezione visiva. Realizzate attraverso la sovrapposizione di superfici reticolari e carte forate, nascono dalla volontà di superare la concezione tradizionale della superficie pittorica, trasformando l’opera in una struttura capace di modificarsi in relazione alla luce e allo sguardo dell’osservatore.
Realizzata nel 1960, l’opera appartiene dunque a un momento cruciale del percorso dell’artista, coincidente con la nascita del Gruppo N a Padova. Attraverso la sovrapposizione e il lieve sfalsamento degli elementi modulari, la struttura geometrica genera interferenze, vibrazioni e variazioni percettive: l’immagine non è più immobile, ma sembra trasformarsi in funzione della posizione dello spettatore e delle condizioni luminose. È il principio che diventerà centrale nell’intera ricerca ottico-dinamica di Biasi e, più in generale, nelle esperienze dell’Arte Cinetica e Programmata.
Estimate
Reserve
Time, Location
Auction House
BIASI ALBERTO (n. 1937) TRAMA. 1960. Sovrapposizione di carte traforate o perforate montate su telai di legno. Cm 36,00 x 50,50 x 3,80. firma
sul retro: firma e data
L’opera è registrata presso l’Archivio Alberto Biasi con il n. CO 46
BIBLIOGRAFIA
Alberto Biasi. Rilievi ottico-dinamici, Galleria Dep Art, Milano, in collaborazione con Archivio Alberto Biasi, testi di Alberto Zanchetta, p.94, n.16, ill.
Le Trame costituiscono uno dei nuclei fondativi della ricerca di Alberto Biasi e segnano, tra il 1959 e il 1960, l’avvio della sua indagine sui fenomeni della percezione visiva. Realizzate attraverso la sovrapposizione di superfici reticolari e carte forate, nascono dalla volontà di superare la concezione tradizionale della superficie pittorica, trasformando l’opera in una struttura capace di modificarsi in relazione alla luce e allo sguardo dell’osservatore.
Realizzata nel 1960, l’opera appartiene dunque a un momento cruciale del percorso dell’artista, coincidente con la nascita del Gruppo N a Padova. Attraverso la sovrapposizione e il lieve sfalsamento degli elementi modulari, la struttura geometrica genera interferenze, vibrazioni e variazioni percettive: l’immagine non è più immobile, ma sembra trasformarsi in funzione della posizione dello spettatore e delle condizioni luminose. È il principio che diventerà centrale nell’intera ricerca ottico-dinamica di Biasi e, più in generale, nelle esperienze dell’Arte Cinetica e Programmata.