Correggio Apollo
Apollo olio su tela 45 x 62 cmIl dipinto raffigura il giovane Apollo, dio della musica e della poesia, assiso sulle nubi e riconoscibile dalla lira che sostiene con la mano sinistra. Alla sua destra un putto, parzialmente avvolto in un drappo rosato, solleva un ramo o una corona d’alloro, attributo tradizionalmente associato alla divinità dopo la metamorfosi di Dafne e, più in generale, simbolo della gloria poetica.La composizione mostra evidenti rapporti con la cultura figurativa sviluppatasi a Parma intorno ad Antonio Allegri, detto il Correggio, soprattutto nella concezione della figura vista in audace scorcio, nella disposizione dei corpi sopra vaporose masse di nubi e nella ricerca di un movimento continuo ottenuto attraverso la torsione delle membra e l’ampio dispiegarsi dei panneggi.Particolarmente significativa appare la posizione di Apollo: il busto ruotato verso lo spettatore, una gamba avanzata con il piede fortemente scorciato e il volto rivolto verso l’alto determinano una visione concepita per essere osservata idealmente dal basso, secondo formule che trovano il loro più celebre precedente nei grandi cicli ad affresco realizzati da Correggio a Parma, dalla cupola della chiesa di San Giovanni Evangelista alla monumentale decorazione della cupola del Duomo. Proprio nella pittura parmense degli anni successivi a tali imprese la lezione correggesca venne ampiamente ripresa e tradotta in composizioni autonome da numerosi pittori della sua cerchia e delle generazioni immediatamente successive.Entro cornice.
[ translate ]Apollo olio su tela 45 x 62 cmIl dipinto raffigura il giovane Apollo, dio della musica e della poesia, assiso sulle nubi e riconoscibile dalla lira che sostiene con la mano sinistra. Alla sua destra un putto, parzialmente avvolto in un drappo rosato, solleva un ramo o una corona d’alloro, attributo tradizionalmente associato alla divinità dopo la metamorfosi di Dafne e, più in generale, simbolo della gloria poetica.La composizione mostra evidenti rapporti con la cultura figurativa sviluppatasi a Parma intorno ad Antonio Allegri, detto il Correggio, soprattutto nella concezione della figura vista in audace scorcio, nella disposizione dei corpi sopra vaporose masse di nubi e nella ricerca di un movimento continuo ottenuto attraverso la torsione delle membra e l’ampio dispiegarsi dei panneggi.Particolarmente significativa appare la posizione di Apollo: il busto ruotato verso lo spettatore, una gamba avanzata con il piede fortemente scorciato e il volto rivolto verso l’alto determinano una visione concepita per essere osservata idealmente dal basso, secondo formule che trovano il loro più celebre precedente nei grandi cicli ad affresco realizzati da Correggio a Parma, dalla cupola della chiesa di San Giovanni Evangelista alla monumentale decorazione della cupola del Duomo. Proprio nella pittura parmense degli anni successivi a tali imprese la lezione correggesca venne ampiamente ripresa e tradotta in composizioni autonome da numerosi pittori della sua cerchia e delle generazioni immediatamente successive.Entro cornice.
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