Francesco Borromini (1599 - 1667) Attributed to, Modello architettonico per la facciata di Sant’Agnese in Agone a Roma
77 × 156 cm
Importante modello architettonico in legno intagliato e dorato, articolato come un prospetto monumentale a tre fornici, scandito da paraste, pilastri aggettanti, cornici modanate e risalti architettonici. La struttura è impreziosita da numerosi inserti in vetro specchiante, disposti entro specchiature rettangolari e lungo la trabeazione superiore.
I due fornici laterali sono sormontati da rilievi con le insegne araldiche della famiglia Pamphilj, mentre ai lati dell’apertura centrale trovano posto, entro nicchie, due figure scolpite identificabili con Sant’Agnese e Santa Emerenziana. Al centro del registro superiore, sopra l’arco principale, è applicato un elaborato cartiglio a volute e motivi vegetali; ulteriori elementi fogliacei e ornamentali arricchiscono le campiture laterali.
Il modello presenta una concezione della facciata diversa dalla soluzione definitivamente realizzata per la chiesa di Sant’Agnese in Agone in Piazza Navona. La costruzione dell’edificio fu avviata nel 1652 su progetto di Girolamo e Carlo Rainaldi per volontà di papa Innocenzo X Pamphilj; nel 1653 la direzione dei lavori passò a Francesco Borromini, che trasformò profondamente il progetto precedente, introducendo la caratteristica articolazione concava della facciata e conferendo maggiore risalto alla cupola. La marcata articolazione plastica del presente modello, fondata sull’alternanza di avanzamenti e rientranze del prospetto e sulla frantumazione della superficie architettonica, ha condotto tradizionalmente a proporne l’attribuzione a Francesco Borromini, nel contesto delle diverse fasi progettuali che interessarono la fabbrica di Sant’Agnese. La discrepanza rispetto alla facciata effettivamente realizzata appare particolarmente significativa proprio alla luce della complessa vicenda progettuale dell’edificio, che vide succedersi Rainaldi, Borromini e nuovamente Carlo Rainaldi.
Secondo la provenienza tramandata, il modello era conservato nel salone da ballo di Palazzo Pamphilj a Roma, collocato sopra un camino. Rimase nel palazzo fino alla metà del XX secolo, quando, in occasione della dispersione di parte degli arredi, passò alla Galleria Sangiorgi presso Palazzo Borghese, entrando successivamente in una collezione privata romana.
Provenienza:
- Palazzo Pamphilj, Roma;
- Galleria Sangiorgi, Palazzo Borghese, Roma;
- Collezione privata romana.
Bibliografia:
- V. Del Gaizo, Grande Enciclopedia Antiquariato e Arredamento, Roma, 1967;
- G. Lizzani, Il Mobile Romano, Novara, 1997.
77 × 156 cm
Importante modello architettonico in legno intagliato e dorato, articolato come un prospetto monumentale a tre fornici, scandito da paraste, pilastri aggettanti, cornici modanate e risalti architettonici. La struttura è impreziosita da numerosi inserti in vetro specchiante, disposti entro specchiature rettangolari e lungo la trabeazione superiore.
I due fornici laterali sono sormontati da rilievi con le insegne araldiche della famiglia Pamphilj, mentre ai lati dell’apertura centrale trovano posto, entro nicchie, due figure scolpite identificabili con Sant’Agnese e Santa Emerenziana. Al centro del registro superiore, sopra l’arco principale, è applicato un elaborato cartiglio a volute e motivi vegetali; ulteriori elementi fogliacei e ornamentali arricchiscono le campiture laterali.
Il modello presenta una concezione della facciata diversa dalla soluzione definitivamente realizzata per la chiesa di Sant’Agnese in Agone in Piazza Navona. La costruzione dell’edificio fu avviata nel 1652 su progetto di Girolamo e Carlo Rainaldi per volontà di papa Innocenzo X Pamphilj; nel 1653 la direzione dei lavori passò a Francesco Borromini, che trasformò profondamente il progetto precedente, introducendo la caratteristica articolazione concava della facciata e conferendo maggiore risalto alla cupola. La marcata articolazione plastica del presente modello, fondata sull’alternanza di avanzamenti e rientranze del prospetto e sulla frantumazione della superficie architettonica, ha condotto tradizionalmente a proporne l’attribuzione a Francesco Borromini, nel contesto delle diverse fasi progettuali che interessarono la fabbrica di Sant’Agnese. La discrepanza rispetto alla facciata effettivamente realizzata appare particolarmente significativa proprio alla luce della complessa vicenda progettuale dell’edificio, che vide succedersi Rainaldi, Borromini e nuovamente Carlo Rainaldi.
Secondo la provenienza tramandata, il modello era conservato nel salone da ballo di Palazzo Pamphilj a Roma, collocato sopra un camino. Rimase nel palazzo fino alla metà del XX secolo, quando, in occasione della dispersione di parte degli arredi, passò alla Galleria Sangiorgi presso Palazzo Borghese, entrando successivamente in una collezione privata romana.
Provenienza:
- Palazzo Pamphilj, Roma;
- Galleria Sangiorgi, Palazzo Borghese, Roma;
- Collezione privata romana.
Bibliografia:
- V. Del Gaizo, Grande Enciclopedia Antiquariato e Arredamento, Roma, 1967;
- G. Lizzani, Il Mobile Romano, Novara, 1997.