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PIETRO MARTIRE NERI [Cremona 1591 - Roma 12/11/1661]

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Trinit terrestre e Trinit celeste
Olio su tela, 132x93,5 cm
Pietro Marire Neri, autore di questa pregevole ed importante tela, si form a Mantova sotto la tutela di Domenico Fetti (c.1589-1623), di cui frequent la bottega e di cui copi i dipinti.
In seguito torn a Cremona, dove lo vediamo attratto dalla ritrattistica. Dopo un primo breve soggiorno a Roma, trascorse nuovamente del tempo in Lombardia, dove fu attivo a Cremona, Mantova (realizzando commissioni per la Galleria Gonzaga), Pavia ... e anche a Milano, dove lavor per famiglie molto importanti come i Borromeo. Successivamente si trasfer definitivamente a Roma, dove visse dall'ottobre del 1647 fino alla sua morte nel 1661. Sappiamo poco della sua attivit nella Citt Eterna, sebbene fosse certamente in contatto con le figure principali del suo tempo, come Diego Velzquez e Alessandro Algardi (1598-1654), e frequentasse la cerchia di artisti al servizio di papa Innocenzo X Pamphilj. La sua elezione nel 1653 al rango di principe dell'Accademia di San Luca testimonia la sua fama.
La fama di Neri in parte legata alla sua collaborazione con Velzquez. In ogni caso, ritroviamo i nomi dei due pittori associati nel Ritratto di Innocenzo X (Roma, Galleria Doria Pamphilj), eseguito da Velzquez durante il suo secondo soggiorno romano tra l'estate del 1649 e il novembre del 1650, opera che sarebbe stata copiata e persino ampliata da Neri in un Doppio Ritratto di Innocenzo X e un Prelato (Real Monasterio San Lorenzo del Escorial).
In questa tela dai preziosi accenti di colore di giallo e rosa, si esprime un concetto teologico secentesco molto sofisticato. Vediamo infatti spiegato il dogma centrale della fede cristiana che indica un solo Dio in tre Persone consustanziali e distinte: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, connesso per analogia nella Trinit celeste sulla Terra, identificata nella Sacra Famiglia formata da Ges Bambino, la Vergine Maria e San Giuseppe.
Un confronto stilistico molto costruttivo lo si pu istituire con la tela del Neri con Cristo che risana il cieco (Cremona, Museo Civico) e con Cristo in gloria tra i santi Francesco da Paola e Flavia, realizzato nel 1645 ( Collezioni Palazzo Ducale di Mantova)

Bibliografia:
Cfr, Marco Tanzi, Anticipazioni su Pietro Martire Neri, Cremona, 1, 1994, pp. 53-55
Marco Tanzi, Pietro Martire Neri: due ritratti e qualche precisazione sugli esordi, in Mina Gregori and Marco Rosci, eds., Il Seicento lombardo, Torino, 1996, pp. 58-59
Wolfgang Prohaska in Velzquez, Sabine Haag, ed., exh. cat., Vienna, 2015, pp. 242-244
Olga Melasecchi, Pietro Martire Neri ritrattista cremonese nella Roma di Innocenzo X, in Alessandro Zuccari and Stefania Macioce, Innocenzo X Pamphilj. Arte e Potere a Roma nellEt Barocca , Roma, 2001, pp. 177 and 188. Leggi di pi

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Italy, Vercelli
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Trinit terrestre e Trinit celeste
Olio su tela, 132x93,5 cm
Pietro Marire Neri, autore di questa pregevole ed importante tela, si form a Mantova sotto la tutela di Domenico Fetti (c.1589-1623), di cui frequent la bottega e di cui copi i dipinti.
In seguito torn a Cremona, dove lo vediamo attratto dalla ritrattistica. Dopo un primo breve soggiorno a Roma, trascorse nuovamente del tempo in Lombardia, dove fu attivo a Cremona, Mantova (realizzando commissioni per la Galleria Gonzaga), Pavia ... e anche a Milano, dove lavor per famiglie molto importanti come i Borromeo. Successivamente si trasfer definitivamente a Roma, dove visse dall'ottobre del 1647 fino alla sua morte nel 1661. Sappiamo poco della sua attivit nella Citt Eterna, sebbene fosse certamente in contatto con le figure principali del suo tempo, come Diego Velzquez e Alessandro Algardi (1598-1654), e frequentasse la cerchia di artisti al servizio di papa Innocenzo X Pamphilj. La sua elezione nel 1653 al rango di principe dell'Accademia di San Luca testimonia la sua fama.
La fama di Neri in parte legata alla sua collaborazione con Velzquez. In ogni caso, ritroviamo i nomi dei due pittori associati nel Ritratto di Innocenzo X (Roma, Galleria Doria Pamphilj), eseguito da Velzquez durante il suo secondo soggiorno romano tra l'estate del 1649 e il novembre del 1650, opera che sarebbe stata copiata e persino ampliata da Neri in un Doppio Ritratto di Innocenzo X e un Prelato (Real Monasterio San Lorenzo del Escorial).
In questa tela dai preziosi accenti di colore di giallo e rosa, si esprime un concetto teologico secentesco molto sofisticato. Vediamo infatti spiegato il dogma centrale della fede cristiana che indica un solo Dio in tre Persone consustanziali e distinte: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, connesso per analogia nella Trinit celeste sulla Terra, identificata nella Sacra Famiglia formata da Ges Bambino, la Vergine Maria e San Giuseppe.
Un confronto stilistico molto costruttivo lo si pu istituire con la tela del Neri con Cristo che risana il cieco (Cremona, Museo Civico) e con Cristo in gloria tra i santi Francesco da Paola e Flavia, realizzato nel 1645 ( Collezioni Palazzo Ducale di Mantova)

Bibliografia:
Cfr, Marco Tanzi, Anticipazioni su Pietro Martire Neri, Cremona, 1, 1994, pp. 53-55
Marco Tanzi, Pietro Martire Neri: due ritratti e qualche precisazione sugli esordi, in Mina Gregori and Marco Rosci, eds., Il Seicento lombardo, Torino, 1996, pp. 58-59
Wolfgang Prohaska in Velzquez, Sabine Haag, ed., exh. cat., Vienna, 2015, pp. 242-244
Olga Melasecchi, Pietro Martire Neri ritrattista cremonese nella Roma di Innocenzo X, in Alessandro Zuccari and Stefania Macioce, Innocenzo X Pamphilj. Arte e Potere a Roma nellEt Barocca , Roma, 2001, pp. 177 and 188. Leggi di pi

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