UNCINI GIUSEPPE (1929 - 2008) - SPAZI DI FERRO N.21 .
UNCINI GIUSEPPE (1929 - 2008) SPAZI DI FERRO N.21 . 1989. Cemento e Ferro. Cm 50,00 x 82,00 x 24,00. firma, titolo e data
L'opera è accompagnata da certificato di archiviazione dell'Archivio Giuseppe Uncini, Roma (dimensioni errate).
PROVENIENZA
Must Gallery, Lugano
Collezione privata, Milano
Fin dalla fine degli anni Cinquanta, con i primi Cementarmati, Giuseppe Uncini, introduce nel linguaggio dell’arte materiali propri dell’edilizia, in particolare cemento e ferro, assunti non come semplici supporti ma come elementi costitutivi e dichiaratamente visibili dell’opera.
Gli Spazi di ferro rappresentano uno degli sviluppi più significativi di questa lunga indagine. Nelle opere appartenenti al ciclo, documentato dall’Archivio Giuseppe Uncini in numerosi esemplari tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta, il ferro acquista una presenza sempre più autonoma, definendo nello spazio strutture geometriche, linee, piani e volumi che entrano in relazione con gli elementi in cemento.
La scultura non è quindi concepita come una massa chiusa, ma come una costruzione aperta, nella quale pieni e vuoti, materia e spazio circostante partecipano alla medesima architettura. Il ferro traccia e delimita lo spazio, mentre il cemento conserva quella gravità e quella concretezza che costituiscono uno degli elementi fondamentali del linguaggio di Uncini.
Negli Spazi di ferro giunge così a maturazione una riflessione che attraversa l’intero percorso dell’artista: rendere visibile la struttura, eliminando ogni distinzione tra forma e costruzione. Cemento, ferri, tralicci e geometrie non imitano l’architettura, ma diventano essi stessi un lessico plastico attraverso il quale Uncini indaga il rapporto tra scultura, spazio e ambiente.
% from the market value
Estimate
Reserve
Time, Location
Auction House
UNCINI GIUSEPPE (1929 - 2008) SPAZI DI FERRO N.21 . 1989. Cemento e Ferro. Cm 50,00 x 82,00 x 24,00. firma, titolo e data
L'opera è accompagnata da certificato di archiviazione dell'Archivio Giuseppe Uncini, Roma (dimensioni errate).
PROVENIENZA
Must Gallery, Lugano
Collezione privata, Milano
Fin dalla fine degli anni Cinquanta, con i primi Cementarmati, Giuseppe Uncini, introduce nel linguaggio dell’arte materiali propri dell’edilizia, in particolare cemento e ferro, assunti non come semplici supporti ma come elementi costitutivi e dichiaratamente visibili dell’opera.
Gli Spazi di ferro rappresentano uno degli sviluppi più significativi di questa lunga indagine. Nelle opere appartenenti al ciclo, documentato dall’Archivio Giuseppe Uncini in numerosi esemplari tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta, il ferro acquista una presenza sempre più autonoma, definendo nello spazio strutture geometriche, linee, piani e volumi che entrano in relazione con gli elementi in cemento.
La scultura non è quindi concepita come una massa chiusa, ma come una costruzione aperta, nella quale pieni e vuoti, materia e spazio circostante partecipano alla medesima architettura. Il ferro traccia e delimita lo spazio, mentre il cemento conserva quella gravità e quella concretezza che costituiscono uno degli elementi fondamentali del linguaggio di Uncini.
Negli Spazi di ferro giunge così a maturazione una riflessione che attraversa l’intero percorso dell’artista: rendere visibile la struttura, eliminando ogni distinzione tra forma e costruzione. Cemento, ferri, tralicci e geometrie non imitano l’architettura, ma diventano essi stessi un lessico plastico attraverso il quale Uncini indaga il rapporto tra scultura, spazio e ambiente.
% from the market value